STRAF hotel&bar, realtà rivoluzionaria nata nel cuore di Milano con la volontà di scardinare gli schemi tradizionali dell’hôtellerie, ha presentato martedì 25 febbraio il secondo capitolo di STRAF HUB, progetto culturale nato in occasione del ventennale dell’hotel a sottolineare come da sempre questo luogo sia un incubatore capace di accogliere e sostenere le forme di creatività più contemporanee, firmando progetti che puntano a rinnovare le regole dell’accoglienza alberghiera.
Protagonista di questa nuova edizione è la fotografa Tarin con la mostra INTIMACY, una reinterpretazione artistica e sensuale degli ambienti di via San Raffaele.
Dopo il successo di STRAFtellers, con il quale l'universo dell’albergo è stato raccontato in chiave letteraria attraverso sette talentuosi scrittori italiani, autori di altrettanti racconti inediti, l’iconico hotel di design ha riaperto le proprie porte alla creatività con una mostra fotografica, un’opportunità per scoprire tramite prospettive rivoluzionarie e all’avanguardia gli spazi unici progettati da Vincenzo De Cotiis.
“Siamo entusiasti di ospitare il lavoro di Tarin, che incarna perfettamente gli ideali che hanno ispirato la nascita di STRAF HUB” commenta Sarah Mancino, proprietaria di STRAF hotel&bar. “Si tratta di una mostra dal grande valore artistico, a cui sono particolarmente legata, avendo avuto l'onore di posare per alcuni scatti.”
La mostra, visibile fino al 5 aprile 2025, presenta oltre 30 fotografie analogiche in bianco e nero scattate all'interno di STRAF, dove ogni angolo dell’hotel – dalle camere alla lounge, dai bagni ai corridoi – diventa teatro di un racconto visivo che esplora il corpo umano nelle sue sfaccettature più intime.
“Le immagini cinematografiche che più mi hanno emozionata sono quelle girate all’interno di camere d’albergo” afferma Tarin. “Dalla scena finale di Les Enfants du Paradis a quella di A Room with a View, gli hotel sono sempre stati luoghi di grande intimità e desiderio. Con INTIMACY voglio restituire, attraverso le mie fotografie, le emozioni che un luogo unico come STRAF sa evocare nei suoi ospiti: un senso di mistero e sensualità che tendiamo spesso a perdere nella frenesia della vita quotidiana.”
Le immagini di Tarin si caratterizzano per la forte carica erotica, che va a sovvertire i paradigmi del nudo femminile. Il soggetto si svincola dagli stereotipi canonici e dagli sguardi voyeuristici per diventare simbolo di forza vitale, emancipazione e sensualità.
Negli scatti realizzati per INTIMACY, alle linee pulite e razionali dell’edificio si contrappongono le morbide e sinuose curve delle donne ritratte, protagoniste di immagini che rompono la quarta parete, invitando l’osservatore a partecipare a scene di intima quotidianità.
Quelle di Tarin sono figure scultoree, nude o velate dallo scenografico drappeggio di un lenzuolo o di un asciugamano, le cui pose plastiche e raffinate rimandano a un immaginario estetico senza tempo: dalle Muse alle Grazie, dalle bagnanti alle odalische. Una vena di provocazione attraversa il tutto, richiamando gli iconici scatti di Helmut Newton.
L’allestimento, suggestivo e coinvolgente, gioca con formati variegati e talvolta inusuali, sviluppandosi lungo il piano terra della struttura e arricchendo l’esperienza del visitatore. Un percorso che invita alla riflessione sull'intimità e sul desiderio, immergendo il pubblico in un’atmosfera avvolgente e ricca di significato.
About Tarin
Nata a Rimini, Tarin si laurea all’Accademia di Belle Arti di Bologna per poi trasferirsi a Milano, dove oggi vive e lavora. Dal 2008 intraprende un itinerario artistico che la conduce a realizzare opere fotografiche dedicate al mondo femminile, esaltandone la più intima essenza. Da quel momento, fedele allo scatto in pellicola, prende avvio quella ricerca personale al cui centro si situa l’idea di identificazione tra artista e soggetto che la conduce a rivelare la componente sensuale e psicologia del nudo femminile.
Ha pubblicato tre monografie e un calendario in edizione limitata con NFC edizioni: Stanze Private, Tarin, Guiltless, Tarin 2024. Sky Arte ha dedicato un documentario al suo lavoro intitolato: Lady Tarin: Next Girl. Fotografi seconda serie.
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